Lipofilling al seno: è davvero un’alternativa alle protesi?
In breve: sì, ma solo per alcune donne. Il lipofilling al seno, cioè il trasferimento del proprio grasso prelevato con una liposuzione, permette un aumento moderato e dall’aspetto molto naturale, senza corpo estraneo. Non consente però i volumi di una protesi, una parte del grasso innestato viene riassorbita e a volte servono più sedute. È adatto soprattutto a chi desidera un aumento contenuto e ha riserve di grasso sufficienti.
Sempre più pazienti arrivano in consultazione con la stessa richiesta: «Vorrei un po’ più di seno, ma senza protesi». Il lipofilling sembra la risposta ideale: si toglie grasso dove dà fastidio e lo si mette dove manca. In parte è vero. Ma per scegliere bene bisogna conoscerne anche i limiti.
Come funziona
L’intervento si svolge in tre fasi:
- Prelievo: con una liposuzione delicata si preleva grasso da addome, fianchi o cosce.
- Preparazione: il grasso viene purificato (per decantazione, centrifugazione o filtrazione, secondo la tecnica del chirurgo).
- Reiniezione: il grasso viene iniettato in piccole quantità, a strati, con cannule sottili, per favorire l’attecchimento.
Le cicatrici sono di pochi millimetri. Non c’è una tasca da creare, né un impianto da controllare nel tempo.
Lipofilling o protesi: il confronto
| Lipofilling | Protesi | |
|---|---|---|
| Aumento possibile | Moderato, spesso nell’ordine di una taglia | Scelto in anticipo, anche importante |
| Prevedibilità del volume | Parziale: una quota del grasso viene riassorbita | Alta |
| Aspetto e consistenza | Molto naturali | Dipendono da tessuti, tipo e posizione della protesi |
| Numero di interventi | A volte due sedute o più | Di solito uno |
| Corpo estraneo | No | Sì, con possibili sostituzioni negli anni |
| Beneficio aggiuntivo | Rimodellamento della zona di prelievo | Nessuno |
| Requisito | Riserve di grasso sufficienti | Nessun requisito di grasso |
Quanto grasso resta davvero?
È il punto centrale. Una parte del grasso iniettato non sopravvive e viene riassorbita nei primi mesi. Gli studi pubblicati danno percentuali molto variabili, secondo la tecnica, la quantità iniettata e la paziente: in alcune casistiche la perdita di volume misurata con risonanza magnetica si aggira tra un quarto e un terzo nel primo anno. Il volume che resta dopo circa sei mesi tende poi a mantenersi, e segue le variazioni del vostro peso come qualunque altro grasso del corpo.
Per questo il chirurgo può pianificare due sedute a distanza di alcuni mesi, se desiderate più volume di quanto se ne possa ottenere in una volta.
Per chi è indicato
- donne che desiderano un aumento moderato e un risultato discreto;
- chi rifiuta l’idea di un impianto;
- chi ha zone di grasso localizzato da ridurre;
- la correzione di piccole asimmetrie;
- in associazione con le protesi, per ammorbidire i contorni o coprire il bordo dell’impianto nelle donne molto magre.
È meno adatto alle donne molto magre (manca il «materiale»), a chi desidera un aumento importante e a chi ha un seno molto svuotato e cadente: in quest’ultimo caso il problema principale è spesso la ptosi, che si corregge con un lifting del seno.
Lipofilling e mammografia
Per anni il timore principale è stato che il grasso innestato potesse disturbare la diagnosi del tumore al seno. Una parte del grasso può infatti formare piccole cisti oleose o zone di necrosi grassa, a volte con microcalcificazioni. Una revisione della letteratura che ha raccolto oltre 3500 pazienti ha mostrato che questi reperti sono frequenti, ma che il lipofilling non ha modificato la classificazione radiologica BI-RADS: un radiologo esperto li riconosce di solito come benigni.
In pratica: fate una mammografia o un’ecografia di riferimento prima dell’intervento se la vostra età o la vostra storia familiare lo richiedono, e informate sempre il radiologo che avete fatto un lipofilling.
Recupero
Il dolore è in genere moderato e localizzato soprattutto nella zona di prelievo, che va trattata come dopo una liposuzione: lividi, gonfiore e un indumento compressivo per alcune settimane. Il seno va protetto da pressioni nelle prime settimane, per non compromettere l’attecchimento del grasso. Il risultato si valuta dopo alcuni mesi, quando il riassorbimento si è stabilizzato.
La consultazione: cosa portare
Se avete già fatto una mammografia o un’ecografia, portate i referti. Pensate anche a quale aspetto desiderate: un seno più pieno nella parte alta, una correzione di asimmetria, una taglia in più. Il chirurgo esaminerà le zone di prelievo possibili e vi dirà se il grasso disponibile basta per il risultato desiderato. Se la risposta è no, è un’informazione preziosa: meglio saperlo prima che restare deluse dopo.
Domande frequenti
Il lipofilling è più sicuro delle protesi?
Sono interventi diversi, con rischi diversi. Il lipofilling evita le complicazioni legate all’impianto, ma comporta i rischi di una liposuzione e la possibilità di cisti o necrosi grassa. Ne va discusso caso per caso.
Posso allattare dopo un lipofilling?
Il grasso viene di norma posizionato attorno alla ghiandola e non al suo interno. Chiedete comunque conferma al chirurgo, in base alla tecnica che utilizzerà e ai vostri progetti di gravidanza.
Il risultato è definitivo?
Il grasso che attecchisce resta, ma cambia con il peso: se dimagrite molto, anche il seno diminuisce.
La cassa malati rimborsa il lipofilling estetico?
No. A scopo estetico l’assicurazione di base non partecipa. Il discorso è diverso nella ricostruzione dopo un tumore, che segue altre regole.
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Questo articolo ha uno scopo informativo e non sostituisce il parere di un medico.
Fonti
- Revisione sistematica sui reperti radiologici dopo innesto di grasso nel seno (22 studi, 3565 pazienti): PMC7882329
- American Society of Plastic Surgeons, Breast augmentation e fat transfer: plasticsurgery.org
- Swiss Plastic Surgery: swiss-plastic-surgery.ch